Un libro che nasce da una macchina, dalla passione per la fotografia, la matematica, la tecnologia e il paesaggio urbano.
Fotografare l’infinito da un punto fisso o fotografare un punto fisso da un’ infinità di punti?
Piero Ottaviano, il fotografo e Giorgio Jano, il matematico, hanno realizzato insieme un libro di foto in bianco e nero che ritraggono la strana coppia architettonica di Torino e Milano.

Book “TORINO-MILANO (Fifty pictures without a viewfinder)”

November 2014 – MUSUMECI publisher

A book coming from a camera, passion for photography, mathematics, technology and urban landscape.
Photographing the infinite from a fixed point or photographing a fixed point from “infinite points?”
Piero Ottaviano, the photographer and Giorgio Jano, the mathematician, have created together a black and white photo book depicting the strange architectural pair of Turin and Milan.

Un libro che nasce da un incontro
di Piero Ottaviano

Questo libro nasce da una macchina, come scrive Ugo, e probabilmente dal mio incontro con le fotografie di Giorgio a una mostra della Libreria Editrice Agorà di Torino all’inizio degli anni Novanta. Le foto in mostra erano panoramiche torinesi realizzate con una macchina analogica formato 6x14cm dotata di un’ottica decentrabile. Da allora la mia visione non ha più smesso di desiderare e produrre panoramiche.

Se ne accorse il mio editore di cartoline dell’epoca, Ediglobo, il quale dovette modificare la dimensione degli stampati e degli espositori. Se ne accorsero gli acquirenti delle mie foto, perché nelle loro case gli spazi dovevano essere sempre lunghi e stretti. Se ne accorse dopo molti anni camminando per Torino e imbattendosi, guarda un po’, nelle mie cartoline, anche Giorgio il quale telefonò a Marina, sua ex alunna di matematica e autrice del progetto grafico delle stesse, e le chiese di farci conoscere.

Così, quattro anni fa, viaggiavo verso Castagnole delle Lanze, dove abita Jano, con l’emozione di chi finalmente conosce uno dei suoi maestri. Era successo molti anni prima anche con Mario Giacomelli, e sempre dopo aver “incontrato” le sue foto in una esposizione all’Agorà.

Iniziava così la nostra amicizia: lavorando intorno all’ultimo prototipo di camera che Giorgio stava assemblando, ritrovandoci fisicamente per visionare i risultati, osservando direttamente i negativi, sempre con il lieto fine del pranzo in cascina coccolati dalle prelibatezze e supportati dai consigli di Adriana, la compagna di Giorgio.

In questo libro, come nel progetto che coinvolge anche altre città italiane, c’è la passione per l’utilizzo di una cultura della fotografia che arriva dalla camera oscura, dallo sviluppo e dalla stampa chimica: la cultura analogica da cui sia io che Giorgio proveniamo, senza rinunciare all’utilizzo del digitale, anzi integrandolo nel processo produttivo.

Il negativo, dopo essere stato sviluppato, viene scansionato, lavorato nelle ombre e nelle luci e poi stampato in grande formato con una stampante a getto di inchiostro su carta cotone con inchiostri ai pigmenti di carbone.
Le fotografie qui riprodotte sono realizzate a partire dal 2012; gli scatti di Milano li ho effettuati insieme con Giorgio, vero conoscitore di questa città.

Torino e Milano!… gemellate culturalmente, in cammino lungo una direttrice di sviluppo comune in costruzione, così diverse architettonicamente… .Unirle fotograficamente in questo volume è stato possibile grazie al linguaggio della camera progettata da Jano.

Tutte le macchine costruite da Jano sono frutto di complessi calcoli e di grande passione. La 2pigrecof camera è stata concepita per spazi stretti ed è senza mirino.
Imparare ad usarla è come riuscire a utilizzare un arto che non sapevi di avere. Alla fine però è tuo.

La fotografia panoramica a 360° mette in relazione le architetture che stanno dietro con quelle davanti, in una foto si hanno tutte le situazioni di luce possibili, il risultato ha le linee dritte solo in verticale, è un superamento delle due dimensioni senza arrivare a tre, ti consente e ti obbliga a considerare tutto quello che ti circonda.

Sono convinto che le sensazioni che produce lo sguardo, in un determinato punto e orientato in una determinata direzione siano anche la somma delle visioni verso le altre angolazioni. C’è sempre un soggetto dominante, ma è la sua relazione con tutti gli altri (le altre visioni) che produce l’esperienza visiva. La scansione dello spazio operata dalla macchina di Giorgio ha caratteristiche tecniche uniche e riproduce questo processo cognitivo. Il risultato è influenzato sia dal punto da cui si scatta, poiché da esso dipende la relazione tra i volumi delle architetture, sia dal punto da cui inizia la scansione, in quanto questo determina quale sarà il soggetto dominante.

Piero Ottaviano

A Book Born from an Encounter
by Piero Ottaviano

This book was born from a camera, as Ugo writes, and probably from my encounter with Giorgio’s photographs at an exhibit by the Turin publishing house, Libreria Editrice Agorà at the beginning of the Nineties. The photos on exhibit were panoramas of Torino taken with a 6 X 14cm analog camera equipped with a tilt – shift lens. Since then I never ceased looking for and creating panoramic photos.

The editor of my postcards, Ediglobo at the time, realized it since he had to modify the size of my prints and the display stands. My clients realized it because they needed increasing longer and narrower spaces in their houses for my photos. Many years later, while walking along the streets of Torino Giorgio realized it when he chanced upon my postcards. He called Marina, an ex- math student of his and author of the graphic project for my postcards and asked her to introduce us.

Thus, four years ago, I found myself travelling to Castagnole delle Lanze, where Jano lives, feeling like a pupil who would finally meet one of his masters. The same thing had already occurred many years earlier with Mario Giacomelli, when I “met” his photos at another exhibition at Agorà.

That’s how our friendship began: working on the latest prototype camera that Giorgio was putting together, physically spending time together to examine the final product, personally observing the negatives, with the usual happy ending: indulging in the delicacies offered by lunch at a local farmhouse and supported by advice from Adriana, Giorgio’s partner.

In this book, as in the project involving other Italian cities as well, there is a love for the tradition of photography that comes with the camera obscura, chemical development and printing: that analog photography that both Giorgio and I grew up with, without snubbing digital photography, but integrating it into the productive process.

The negative, after being developed is scanned and then the lighting and shading is elaborated. Finally it is printed in large format with an ink-jet printer on cotton paper using carbon pigments.
The photographs reproduced here were taken from 2012 on; I took ny shots of Milan with Giorgio, the true expert of this city.

Torino and Milan!… culturally twinned yet so architecturally different, pursuing the development of common cultural projects in continual evolution… It was possible to put them together photographically in this volume thanks to the language of Jano’s personally designed camera.

All the cameras built by Jano are the result of complex calculations and a great passion. The 2pigrecof camera was created for narrow spaces and has no view- finder. Learning how to use it is like managing to use a limb that you didn’t know you had. In the end, however, it is yours.

360° panoramic photography relates the architecture in the back with the architecture in front; in a photo there is every kind of lighting possible; in the final product the only straight lines are vertical; It goes beyond two dimensions but does not quite make three. It allows you and forces you to consider everything surrounding you.

I am certain that the feelings the shot produces when taken from one particular point and looking in a specific direction are also the sum of what is seen looking at the other perspectives. One subject always dominates, but it is its relationship with the others (the other scenes) that produces the visual experience. Giorgio’s camera using unique technical characteristics to pan the space reproduces this cognitive process. The result is influenced by both the point it is shot from, since the relationships between the size of the architectures depend upon this, and by the point where the panning begins, since this determines what the dominating subject will be.

Piero Ottaviano